Gli scrittori italiani e Facebook: il mondo dove il siamo tutti amici si trasforma nel comprate tutti il mio libro. Ottimo articolo di Gian Paolo Serino su Satisfiction (e sul Giornale). Personalmente, Facebook mi pare un'aia in cui i pavoni spennati della letteratura fanno la ruota informandoci con sollecitudine dei loro stati d'animo, perlopiù umbratili - e pazienza, non c'è niente di male. Il brutto è quando, come Roberto Cotroneo, devono scrivere ogni 5 minuti che siamo diventati un paese imbarbarito, maleducato, illetterato... e poi sbagliano il congiuntivo, lasciano andare quei maledetti "Io penso che è" che sono il marchio vero del pressappochismo e della sciatteria mentale. E poi, se glielo fai notare, se gli scrivi: "prima di pensare a salvare gli italiani impara a salvare l'italiano, buzzurro", loro - i colti, i letterati, i pensosi preoccupati per le sorti della nazione - s'incazzano di brutto e ti tagliano fuori dalla discussione non facendoti più amico.




