A meno che non sia uno scherzo, questa si piazza ai primi posti nella classifica delle teorie della cospirazione più imbecilli reperibili in rete.
A meno che non sia uno scherzo, questa si piazza ai primi posti nella classifica delle teorie della cospirazione più imbecilli reperibili in rete.
Culto della personalità. Il Corriere descrive Obama che ammazza una mosca come fosse Beowulf che ammazza Grendel. Una "prova di carattere"..."un colpo secco"... "senza esitazioni". Bah.
La redazione della rivista Colla intervista il sottoscritto che, con l'occhio un po' appallato dopo 5 ore di laboratorio di scrittura, chiacchiera sui minimi sistemi.
Lo stesso dicasi per gli sbroc dell’Onda e dei centrosocialati che dopo aver esaltato per anni l’eroica ‘resistenza’ del Colonnello contro gli americani e i sionisti, ora si accorgono che il ‘Leone del Deserto’ e’ realmente un autocrate pirla e lo contestano perche’ intende impedire agli immigrati di arrivare illegalmente in Italia, negandogli l’antagonistica et antimperialistica possibilita’ di annegare e cosi’ facendo, di offrire ai loro augusti culi fighetti, ‘resistenti’ e barricaderi, l'occasione di versare lacrime da coccodrillo nei loft pagati dalle tasche del 'papi' progressista.
Irresistibile, la visita di Gheddafi in Italia raccontata da Yossarian su London Alcatraz.
Que viva el digital! Ieri sera girando per i nuovi canali del digitale terrestre mi sono stupito vedendo un'inquadratura in bianco e nero, allora mi sono fermato lì. Il canale era Iris, il film era Ladri di biciclette. Strano, ho pensato. Sinceramente credevo che da un pezzo ogni fotogramma in bianco e nero fosse bandito dallo schermo onde evitare di traumatizzare i giovani teleutenti. Ne conosco un paio che non hanno mai visto un film in bianco e nero in vita loro, e se ne guardano bene. Se venissero chiusi in una stanza con una televisione in bianco e nero dopo dieci minuti finirebbero per scaraventare l'apparecchio dalla finestra. O per scaraventare se stessi. Il film comunque, era bellissimo, semplice, lineare, un racconto perfetto. Quando, terminati i titoli di testa, è iniziato Umberto D. ho pensato che qualche programmatore del palinsesto doveva essere impazzito.
Quello che si dice "un buon inizio": "Alla fine di giugno Pietro Gallesio diede la parola alla doppietta. Ammazzò suo fratello in cucina, freddò sull’aia il nipote accorso allo sparo, la cognata era sulla sua lista ma gli apparì dietro una grata con la bambina ultima sulle braccia e allora lui non le sparò ma si scaraventò giù alla canonica di Gorzegno. Il parroco stava appunto tornando da visitare un moribondo di là di Bormida e Gallesio lo fulminò per strada, con una palla nella tempia. Fu il più grande fatto prima della guerra d’Abissinia.” (Beppe Fenoglio, Un giorno di fuoco).
Il virus del copia/incolla. Confesso di non capire perché mai gli scrittori ritengano di aver da dire la loro su qualsiasi argomento: è toccato ancora a Josè Saramago, un premio Nobel non nuovo alle pubbliche scemenze, solo che stavolta non si è neppure preso la briga di inventarsele. Le ha copiate da un articolo sull'influenza suina del marxista-ambientalista Mike Davis del Guardian. Poi, beccato, ha ammesso di non capire un tubo di suini e ha confessato il plagio. Repubblica ieri ha ignorato le scuse e ha pubblicato il pezzo di Saramago. Ce ne parla Anna Meldolesi. Anna Meldolesi se non ci fosse bisognerebbe inventarla. Però c'è.

Letture: La malora, di Fenoglio. Per raccontare quel mondo tutto fatica fisica, penuria perenne, puri e semplici rapporti economici e di forza, basterebbe la scena in cui Agostino tormentato dalla fame, si decide a rubare un pezzo di salame lasciato sulla tavola e, a rischio di essere scoperto, si salva dando la colpa al cane. C'è tanta di quella vergogna, di quella paura, di quel senso di colpa - eppure tutti questi sentimenti non possono nulla contro la forza primaria e inarrestabile della fame. Andrebbe imposto come libro obbligatorio a tutti i nostalgici delle presunte meraviglie della cultura contadina.
